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Intervista a Matteo Chigorno
Intervista a Matteo Chigorno, curatore di Arte2 Gallery, presso la quale dal 24 settembre al 31 ottobre 2008 si è svolta la mostra Vuote a Rendere – Cans Customizing Art, un’ampia collettiva che ha visto coinvolti più di quaranta artisti provenienti dalla street art italiana e non.
1- Ciao Matteo, presentati ai visitatori di Aerosolart.it
Sono quel pazzo furioso che, dopo aver diretto una galleria per nove anni… ha deciso di aprirne una e dare spazio a qualcosa di nuovo.
2- Com’è nata la mostra “Vuote a rendere”?
Vuote a rendere è nata da un’incontro mio con la TDK art d-vision, cercando un’idea che potesse lanciare un segnale al mondo dell’arte, forte e chiaro: qui si tratta questo e basta!
La bomboletta è stata una scelta quasi obbligata, dovevamo attirare il pubblico ed incuriosire la critica, e direi che ci siamo anche riusciti!
3- Che cosa ti aspettavi, che obiettivi sono stati raggiunti e cosa sarebbe potuto andare meglio?
Mi aspettavo meno di quello che ho visto in fatto di pubblico e attenzione dei media, devo dire di essere rimasto sorpreso.
4- La pubblicità della manifestazione è stata veramente imponente, il ritorno di pubblico è stato quello che vi aspettavate?
Devo dire che di pubblicità istituzionale non ne abbiamo fatta, ho affidato tutto agli uffici stampa e questo è bastato ad attirare attenzione, d’altronde mostre belle e ben organizzate non è facile vederne in giro, e giustamente quando qualcuno si sbatte poi viene premiato.
5- Quale il rapporto tra aerosolart, street art e gallerie d’arte. In molti vedono queste come dei mondi che non si possono incontrare, tu chiaramente avrai un’idea diversa..
Sono due mondi che raramente si incontrano per un semplice motivo, nella street art c’è molta passione, quella pura, fine a se stessa, al contrario nelle gallerie d’arte spesso c’è solo business fine a se stesso, il nome vale più dell’opera in quanto tale.
Io in prima persona non espongo qualcosa che non vedrei bene in casa mia, a prescindere dal nome scritto in basso a destra, e questo già fa di me un gallerista diverso (forse più serio…).
Ormai la gente non si rende più conto della differenza tra galleristi e mercanti, e le opere d’arte vengono vendute come il filetto o il magatello al supermercato, un tanto al chilo e non se ne parla più…
Detto questo che tristezza, preferisco guadagnare qualcosa meno e fare il Gallerista che fare il ricco mercante di fuffa-aria.
ciao a tutti
Chigo
